SCHEDE

Costipazione/stasi gastrointestinale

Marta Avanzi, Med. Vet.

Cos’è

La stasi gastrointestinale (chiamata anche ipomotilità o costipazione gastrointestinale, ileo, o anche “blocco intestinale” in termini meno scientifici) è un problema di salute piuttosto comune nei conigli da compagnia. Consiste in un progressivo rallentamento dei normali movimenti dello stomaco e dell’intestino, fino al loro completo arresto. Il cibo ingerito ristagna nell’apparato digerente, senza progredire, e con il tempo va soggetto a disidratazione (diventando una massa dura e compatta) o anche a fermentazione, con produzione di gas e sviluppo di batteri dannosi.

Come si manifesta

In condizioni normali i conigli mangiano per buona parte della giornata; la continua ingestione di cibo permette al loro sistema gastrointestinale di mantenersi in attività e di restare quindi sano.

Il coniglio colpito da stasi inizia ad essere meno interessato al cibo e finisce per smettere completamente di mangiare; allo stesso tempo la produzione di feci (che spesso appaiono anche più piccole del normale) diminuisce e infine cessa del tutto. Più raramente può comparire diarrea. I sintomi si possono manifestare gradualmente nel corso di alcuni giorni o improvvisamente da un momento all’altro.

Sulle prime il coniglio di solito non manifesta disagio; si comporta in modo normale, a parte il disinteresse per il cibo (infatti ha lo stomaco pieno, perché il cibo non passa nell’intestino, e si sente sazio). Con il protrarsi del digiuno le sue condizioni peggiorano: compare disidratazione, dimagramento e abbattimento. In alcuni casi, più rari, di stasi acuta il coniglio invece appare abbattuto, è dolorante e si muove poco.

Il decorso della malattia è molto variabile. In alcuni casi riprende spontaneamente a mangiare, in casi altri il digiuno persiste, le condizioni generali scadono sempre più e, senza terapia, sopraggiunge la morte.

Quali sono le cause

Se la stasi gastrointestinale è uno dei problemi di salute che si osservano più spesso nei conigli da compagnia non è difficile immaginare che qualcosa, nello stile di vita dei conigli “di casa”, predisponga a sviluppare questo problema.

In effetti la causa principale della stasi va ricercata in un’alimentazione non adeguata, in particolare una razione alimentare che non contiene sufficiente fibra. L’apparato digerente del coniglio ha, infatti, la necessità di ricevere molta fibra grossolana per funzionare in modo corretto. La fibra grossolana, presente in quantità nel fieno e nell’erba, non viene digerita e assimilata (viene espulsa con le feci dure, le “palline”) ha la funzione di stimolare la motilità intestinale; è la sua carenza che causa la stasi.

Nulla di strano quindi che la stasi colpisca più spesso i conigli che ricevono miscele di semi e fioccati, pellet, frutta, pane e altri carboidrati, e che consumano poco o per nulla fieno, erba e verdure.

La carenza di fibra non è l’unica causa di stasi, che infatti si manifesta anche in conigli che hanno un’alimentazione perfetta. Non sempre in questi casi si riesce ad identificare l’origine del disturbo; a volte si sospetta che il coniglio abbia un’alterazione primaria della motilità intestinale all’origine di problemi inspiegabili e ricorrenti di stasi gastrointestinale.

La stasi può anche essere provocata da eventi stressanti (uno spavento, un cambiamento nell’ambiente come l’arrivo di un bambino o di un nuovo animale….). Non tutti i conigli reagiscono nello stesso modo agli stress; in alcuni soggetti particolarmente sensibili lo stress causa il rilascio di sostanze, come l’adrenalina, che hanno l’effetto di inibire la motilità intestinale e iniziare un episodio di stasi gastrointestinale, che si può poi risolvere spontaneamente in poco tempo o progredire verso il blocco completo e richiedere una terapia medica.

Non si deve dimenticare poi che qualunque malattia, o direttamente perché toglie l’appetito o indirettamente perché causa stress (per il dolore, per esempio), può causare una stasi gastrointestinale secondaria. Anche un intervento chirurgico di routine come la sterilizzazione può indurre una stasi; infatti spesso ai conigli operati si somministra fin dal risveglio dall’anestesia a scopo preventivo un farmaco che stimola la motilità intestinale.


Se il coniglio smette di mangiare è sicuramente un caso di stasi?

Le cause di anoressia (mancata assunzione di alimento) nel coniglio sono numerose; potremmo anzi dire che ogni coniglio ammalato, qualunque sia la causa della sua malattia, può smettere di alimentarsi. Di solito però un coniglio che non mangia per ragioni diverse dalla stasi primaria non si mantiene vivace ma mostra qualche tipo di sintomo come minore vivacità, abbattimento, respiro alterato, diarrea o molti altri. Nel coniglio in stasi almeno inizialmente l’unica alterazione apprezzabile è la mancanza di feci, o l’emissione di feci più piccole e scarse.

La principale patologia da cui occorre differenziare la stasi è la malocclusione dentale, in cui si formano delle punte taglienti nei denti molari che causano dolore alla masticazione. In caso di malocclusione il coniglio ha fame e vorrebbe mangiare, quindi mostra interesse al cibo e tenta anche di prenderlo in bocca e masticarlo, ma il dolore lo fa desistere. I conigli con malocclusione presentano spesso altri sintomi indicativi, come salivazione eccessiva, tumefazioni a carico della mandibola, ascessi della testa. L’ispezione della bocca e una radiografia della testa sono quasi sempre in grado di stabilire se si è in presenza di una malocclusione dentale e di differenziarla quindi dalla stasi.
 

Dal veterinario

Non è normale che un coniglio rimanga volontariamente senza mangiare per più di 12 ore; se poi il digiuno si protrae per 24 ore occorre farlo visitare senza ulteriori indugi: ogni ritardo può ostacolare o compromettere la possibilità di ripresa. Anche un appetito capriccioso o diminuito e l’emissione di feci più piccole o scarse sono sintomi che non devono sfuggire e che, se persistono, richiedono una visita veterinaria.

Come per ogni altra patologia, anche in caso di stasi più l’intervento è tempestivo più rapida può essere la ripresa.

Di fronte ad un coniglio che ha smesso di alimentarsi e/o produrre feci il veterinario non salterà subito alle conclusioni che si tratta di un caso di stasi gastrointestinale senza aver effettuato una visita. Per prima è necessario raccogliere tutte le informazioni pertinenti (lo stato di salute precedente, i sintomi manifestati, come viene tenuto, dove alloggia e, in particolare, cosa mangia). Successivamente viene eseguita una visita clinica completa: in caso di stasi non si rilevano segni particolari o modificazioni dello stato di salute, ma spesso si palpano alterazioni a carico dello stomaco o del cieco, che appaiono dilatati o di consistenza aumentata.

La visita deve anche escludere la presenza di altre malattie che possono aver causato anoressia, in particolare vanno valutati i denti (specialmente quelli interni) per escludere che il problema sia dovuto a malocclusione dentale.

Una radiografia è un esame utile per valutare le condizioni dell’apparato intestinale, osservare l’entità della dilatazione dello stomaco, controllare l’eventuale presenza di aria (meteorismo) nel tratto gastroenterico e di coinvolgimento del cieco.

In determinati casi il veterinario suggerirà di eseguire altri accertamenti, ad esempio un esame del sangue, per approfondire la valutazione del quadro clinico.


La terapia

La stasi intestinale è una malattia abbastanza semplice da diagnosticare, ma il veterinario non trascura di ricercare eventuali sintomi che segnalino la presenza di altre malattie causa del blocco intestinale. Per questo è importante evitare trattamenti “fai da te”. Quando il coniglio smette di mangiare è necessario farlo visitare per assicurarsi che l’anoressia non nasconda problemi più seri e anche per capire le cause del blocco (in modo da evitare che il problema si ripeta in futuro) e impostare una terapia su misura del singolo paziente. La terapia per la stasi può anche avere controindicazioni e i vari rimedi vanno somministrati solo dietro prescrizione veterinaria.

La terapia medica ha eccellenti probabilità di risolvere il blocco e ripristinare la motilità intestinale, e il successo è tanto maggiore quanto prima si interviene.

La terapia ha lo scopo di reidratare il coniglio e il contenuto gastrointestinale, ripristinare la motilità del tratto digerente, favorire l’introduzione di alimento nello stomaco, togliere il dolore e l’eventuale gonfiore intestinale.

Uno degli interventi più efficaci consiste nella reidratazione. Il coniglio in stasi non si alimenta più e spesso smette anche di bere, quindi si disidrata progressivamente; anche l’alimento contenuto dello stomaco e nell’intestino si disidrata sempre più, divenendo con il tempo una massa dura che difficilmente riuscirà a muoversi lungo il tratto intestinale. Con l’introduzione di liquidi nello stomaco il cibo presente si ammorbidisce e può poi progredire più agevolmente per i movimenti dell’apparato digerente.

La reidratazione può essere fatta somministrando liquidi per via sottocutanea (riservando la via endovenosa solo ai casi gravi) ma è importante anche la reidratazione per bocca, dando da bere al coniglio succhi vegetali, succhi di frutta non zuccherati, soluzioni elettrolitiche o semplice acqua. Per farlo bere si utilizza una siringa senz’ago infilata in bocca, senza forzarlo a deglutire. Tra liquidi somministrati per via sottocutanea e liquidi dati per bocca si deve cercare di far assumere al coniglio complessivamente circa 70-100 ml di liquidi per chilo di peso al giorno.

Un’altra misura di fondamentale importanza consiste nell’alimentazione forzata; per quanto possa sembrare una contraddizione somministrare cibo a un animale il cui stomaco è pieno e non è in grado di spingere l’alimento nell’intestino, in realtà questa manovra stimola lo stomaco a riprendere la sua funzione. E’ infatti l’introduzione di alimento che stimola la motilità gastroenterica nel coniglio; se il coniglio non mangia, il transito rallenta e infine cessa.

L’alimentazione forzata ha un altro importantissimo compito: fornire nutrimento, quindi calorie, al coniglio. In caso di digiuno prolungato (in certi casi già dopo due giorni) l’animale può andare incontro ad una grave patologia del fegato che si chiama lipidosi epatica, causa di morte.

Per l’alimentazione forzata si possono usare diversi tipi di alimenti: omogeneizzati di verdure per bambini, verdure frullate, pellet ammollato in acqua. Il migliore è un alimento commerciale formulato per l’alimentazione assistita dei conigli, Critical Care Oxbow. L’alimento si somministra con una siringa con il beccuccio largo (o allargato); si fanno fare al coniglio pasti piccoli e frequenti, calcolando di fargli assumere circa 50-60 ml di cibo al giorno per chilo di peso. Ogni coniglio ha le sue preferenze riguardo al cibo somministrato, accettando di buon grado un tipo di alimento e rifiutando risolutamente un altro, per cui si deve eventualmente fare alcune prove per vedere cosa gradisce di più.

Se il coniglio ha voglia di mangiucchiare qualcosa è preferibile lasciargli a disposizione del buon fieno fresco o dell’erba verde fresca, che gli apportano la fibra lunga, indigeribile, di cui ha necessità per stimolare la motilità intestinale e che non è possibile fargli assumere con alimenti in siringa.

Ai conigli in stasi possono essere somministrati diversi tipi di farmaci per aiutarli a superare il problema (solo e strettamente dietro prescrizione veterinaria).

Stimolatori della motilità intestinale. Favoriscono lo svuotamento gastrico e la ripresa della motilità dell’intestino. Sono assolutamente controindicati in caso sia presente un corpo estraneo intestinale che ha causato ostruzione.

Analgesici. La stasi può essere accompagnata da dolore addominale, soprattutto quando è presente gas nell’intestino. Se il coniglio ha dolore non solo non riprende a mangiare, ma peggiora ulteriormente la stasi a causa dello stress. In tal caso può trovare utile indicazione la somministrazione di un analgesico.

Antimeteorici. Secondariamente alla stasi nello stomaco e nell’intestino può sviluppare gas, che distende le pareti e causa dolore. Un antimeteorico quale il simeticone non ha controindicazioni, è sicuro e può alleviare il disagio facilitando l’espulsione dell’aria.

Gli antibiotici non sono generalmente necessari nella stasi gastrointestinale, possono anzi peggiorare la situazione modificando la flora intestinale. Il loro uso è riservato ai casi in cui si sospetta un’alterazione della flora batterica intestinale, con sviluppo di microrganismi pericolosi. Certamente è del tutto inutile cercare di risolvere la stasi intestinale con la sola somministrazione di un antibiotico.

La risoluzione della stasi intestinale richiede tempi molto variabili. Alcuni conigli riprendono a mangiare in un paio di giorni, altri richiedono settimane. In ogni caso non ci si deve scoraggiare e si deve insistere con la terapia, controllando che il coniglio si mantenga vivace e non sviluppi altri sintomi, come abbattimento o diarrea (nel qual caso il veterinario deve essere immediatamente avvertito). Quando il coniglio riprende a mangiare normalmente e la produzione di feci si normalizza, si interrompe la terapia.

Terapie obsolete e idee superate

Fino a pochi anni fa si pensava che la stasi gastrointestinale fosse causata da tricobezoari, cioè palle di pelo formate nello stomaco per un’eccessiva ingestione da parte del coniglio. In realtà la presenza di pelo nello stomaco è normale: tutti i conigli ingeriscono molto pelo quando si fanno le pulizie, ma in condizioni normali questo pelo non forma una massa dura; è sempre mescolato con il resto del contenuto gastrico e viene espulso con le feci senza problemi. Ora è ampiamente riconosciuto che la causa della stasi dipende dalla carenza di fibra, non dall’ingestione di pelo.

Proprio perché si pensava che la stasi fosse causata dal pelo, ai conigli affetti da questa patologia si consigliava di somministrare del succo di ananas fresco ritenendo che un enzima in esso contenuto, la papaina, fosse in grado di dissolvere il pelo. In realtà l’uso del succo di ananas a questo scopo è doppiamente inutile: non solo perché non va a risolvere la vera causa della stasi, ma anche perché in realtà la papaina non è capace di sciogliere il pelo, come è stato dimostrato sperimentalmente. Somministrare succo d’ananas (non zuccherato) ai conigli in stasi non è tuttavia sbagliato: come per altri tipi di succhi vegetali, ha l’effetto benefico di reidratare e nutrire il coniglio.

Un altro prodotto molto controverso nella terapia della stasi gastrointestinale è la vaselina, o i lubrificanti a base di vaselina utilizzati come lassativi per i gatti (come Remover o prodotti simili). L’obiezione sollevata è che lo scopo della terapia deve essere di reidratare il contenuto gastrico e stimolare la motilità. La vaselina in teoria avvolgerebbe in un film oleoso la massa alimentare solidificata, ostacolandone la reidratazione in quanto impedirebbe ai liquidi di penetrarvi.

La somministrazione di fermenti intestinali (yogurt o prodotti commerciali) è attualmente considerata inutile. Non solo questi prodotti in generale contengono una popolazione batterica che non è tipica del coniglio, ma vengono rapidamente uccisi nello stomaco a causa della sua elevata acidità.

Un tempo, quando si credeva che questa patologia dipendesse dalla formazione di palle di pelo (tricobezoari) nello stomaco, si riteneva che la terapia migliore fosse l’asportazione chirurgica del contenuto dello stomaco, un’operazione che non solo è molto delicata e rischiosa nel coniglio, ma che è anche inutile. La causa della stasi è infatti un disordine della motilità intestinale, che porta ad un addensamento del contenuto gastrointestinale, quasi sempre causato da una carenza di fibra alimentare. La chirurgia non solo non risolve la causa, ma aggiunge al coniglio ulteriore stress e può aggravare la situazione.


Prevenzione

Poiché la causa principale della stasi intestinale è una dieta povera di fibra, è ovvio che un’alimentazione corretta è indispensabile alla salute del coniglio e la prevenzione di questo frequente problema. I conigli che mangiano fieno, erba e verdure (evitando miscele di semi, cereali e fioccati, carboidrati e altri alimenti inappropriati) raramente vanno incontro a stasi.
Un aiuto nella prevenzione è anche dato dalla possibilità di fare attività fisica: come nelle persone, un po’ di moto aiuta l’intestino a funzionare regolarmente.

Questo articolo può essere liberamente riprodotto citando autore e fonte (http://www.aaeweb.net)

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