SCHEDE

Encephalitozoon cuniculi

Marinell Harriman con la consulenza di Carolynn Harvey, DVM e Cynthia Besch-Williford, DVM, PhD

EncefaliteQuesta relazione è stata resa possibile dalla partecipazione dei soci e dei volontari della House Rabbit Society che hanno contribuito al nostro database sanitario, da un’estesa assistenza veterinaria e dal contributo scientifico di Bill Harriman, uno specializzando in scienze biologiche dell’UCFS. Siamo riconoscenti al laboratorio diagnostico dell’University of Missouri per aver accolto le nostre richieste per test "benigni" che non compromettessero la nostra posizione ufficiale riguardo la sperimentazione animale. Per quanto desideriamo informazioni che salvino i nostri stessi conigli, non le vogliamo a spese di altri esseri viventi. Le nostre informazioni sono state raccolte dalle documentazioni necroscopiche di animali deceduti spontaneamente e da esami del sangue condotti su 250 conigli vivi. Siamo grati per tutto l’aiuto ricevuto nel trattare questo argomento veramente difficile ed elusivo.

Quando abbiamo iniziato ad imbatterci in conigli con una diminuzione del controllo degli arti posteriori, si ipotizzava che si trattasse di una lesione della spina dorsale, probabilmente da manipolazioni scorrette. Sebbene la struttura scheletrica del coniglio lo predispone a subire fratture spinali, questa non era la causa principale di paralisi nei nostri centri di accoglienza. Dal momento che i nostri volontari hanno collettivamente recuperato oltre 2000 conigli con cui hanno convissuto, e i nostri soci in tutto il Paese ci riferiscono dei problemi di salute dei loro conigli, siamo in grado di riferire ai nostri lettori i dati ricavati da questo sempre crescente database.

Come fanno i conigli a paralizzarsi?

Le lesioni neurologiche – sotto forma di paralisi parziale o completa, perdita di coordinazione, convulsioni e torcicollo – possono riconoscere diverse cause. A parte i traumi alla testa o alla schiena, le cause possono comprendere lesioni dei vasi cerebrali, tumori, infezioni batteriche (di orecchio interno, cervello, midollo spinale, polmoni, ossa o articolazioni), infezioni protozoarie, virali o parassitarie, tossine, malattie degenerative e persino osteoporosi.

Probabilmente la causa più comune ma meno riconosciuta di paralisi nel coniglio è un’infezione protozoaria, una malattia che ha fatto vittime tra i conigli di tutti gli Stati Uniti. Il microrganismo che la causa è un parassita protozoario chiamato Encephalitozoon cuniculi (abbreviato in E. cuniculi).

La lunga ricerca

Nel 1989 ero a conoscenza di 25 casi di conigli paralizzati. Uno di questi era la mia amata Phoebe. Quando l’autopsia condotta su diversi conigli non fu in grado di individuare la causa iniziammo a chiamarla la "malattia misteriosa" o "paralisi del coniglio anziano".

La dr. Carlynn Harvey iniziò a seguire ogni possibile pista. Nei due anni successivi registrammo ogni caso di paralisi riferita dai nostri soci in tutto il paese e notammo in particolare i casi in cui erano state escluse le infezioni batteriche. Esaminammo il sangue e le urine dei nostri conigli ed eseguimmo test per toxoplasmosi, coronavirus, avvelenamento da piombo e molti altri.

La riscoperta di una vecchia malattia

Chiedemmo l’aiuto dei neuropatologi. Quando i conigli paralizzati morivano, il dr. Harvey mandava campioni di tessuto cerebrale al dr. Richard Evans, che ci mise a disposizione tempo, materiale e il microscopio elettronico.
Nel gennaio 1991 la sola identificazione positiva che ottenne era per Encephalitozoon cuniculi. Il dr. Evans aveva identificato il microrganismo già all’inizio, ma non ne capì appieno il significato che molto più tardi.
La maggior parte dei testi veterinari e delle ricerche di laboratorio riportano che questo parassita solitamente non presenta un problema negli animali e si osserva solo incidentalmente durante la necroscopia in animali morti per altre cause.
Ad una lettura accurata, tuttavia, notammo un’importante differenza tra i nostri conigli di casa e i conigli impiegati nei laboratori di ricerca. I nostri conigli sono molto più anziani. La maggior parte dei soci della HRS, con l’aiuto dei progressi della medicina veterinaria, hanno mantenuto in vita i conigli fino agli anni della vecchiaia. La maggior parte dei conigli dei laboratori hanno meno di due anni di vita. Forse E. cuniculi può causare problemi se i conigli arrivano fino alla vecchiaia. Dal momento che sospettavamo la presenza di un agente specifico per questa malattia dei conigli, decidemmo di monitorare la salute di un gran numero di conigli per un lungo periodo di tempo e notare se vi era una correlazione. Avevamo bisogno di un metodo per identificare i conigli che avevano il parassita, in modo da prenderne nota e osservali.

Il test giusto

Il dr. Drury Reavill passò una giornata al telefono per rintracciare il test giusto per noi. Conoscendo la nostra filosofia come organizzazione animalista, trovò un test affidabile e innocuo condotto dall’Università del Missouri. Per il nostro studio, i veterinari vennero nelle case in cui erano ospitati i conigli recuperati e prelevarono una piccola quantità di sangue da ogni animale. Prelevarono anche sangue da conigli appartenenti a persone che desideravano partecipare allo studio. Ogni volta che un gruppo di 50-70 campioni era pronto, veniva inviato per via aerea al laboratorio. Il laboratorio procedeva a verificare la presenza nel siero di anticorpi verso E. cuniculi. Se erano presenti anticorpi, ciò indicava che l’animale era stato esposto al parassita e che aveva dato inizio ad una risposta immune. Maggiore e più recente è l’infezione, maggiore è la quantità di anticorpi, o titolo, rilevata. Questa procedura è simile a quanto viene fatto in un test per l’AIDS.

Poiché E. cuniculi è un protozoo, non risponde agli antibiotici nello stesso modo dei batteri. Al momento non esistono terapie in grado di distruggere E. cuniculi. Questo è compito del sistema immunitario. Per liberare l’animale dal parassita sono necessarie le difese immunitarie dell’organismo. Se l’animale è debilitato da altri tipi di infezione o da uno stress, allora le difese immunitarie non saranno in grado di combattere adeguatamente E. cuniculi (ad esempio "il mio coniglio ha avuto un’enterite e si è paralizzato", o "il mio coniglio ha avuto il raffreddore e ha perso l’uso delle zampe posteriori").

La strada intrapresa

I parassiti vengono ingeriti e dal tratto gastrointestinale finiscono nel circolo sanguigno e da qui raggiungono i reni e altri organi. I parassiti si possono replicarsi nei reni e venire escreti nelle urine. Solo mentre E. cuniculi è nei reni (causando spesso la formazione di piccole infossature e cicatrici) l’animale infetto è contagioso. L’encephalitozoonosi può essere rilevata nelle cellule cerebrali molto tempo dopo che l’infezione renale si è risolta (forse perchè può essere necessario più tempo per attraversare la barriera protettiva costituita dai vasi sanguigni cerebrali). Il parassita può semplicemente rimanere lì senza causare ulteriori danni. Tuttavia, se cerca di replicarsi, il danno può essere grave.

I danni neurologici si verificano con una certa frequenza, e non siamo sicuri se questi danni siano causati da E. cuniculi direttamente, attraverso la crescita e la replicazione naturale, oppure dalla risposta immunitaria. Ci sono molti casi ben documentati, negli animali e nella specie umana, in cui il sistema immunitario reagisce ad un patogeno ragionevolmente poco pericoloso, ed è la risposta immunitaria stessa a causare la malattia. Se questo è il caso di E. cuniculi, significa che la distruzione immune del tessuto neurale può essere un problema cronico e persistere molto dopo che il parassita stesso è stato eliminato. Perciò, in alcuni casi di paralisi, è possibile che ciò che osserviamo sia solo il risultato finale di un processo che ha avuto inizio molti mesi o anni prima.

Vale la pena di notare che, se avete un coniglio infetto che vive con altri conigli, quasi sicuramente nel momento in cui osservate i segni esteriori di malattia clinica esso ha superato da tempo lo stadio di contagiosità. I parassiti non sono più nei suoi reni. Tuttavia, le spore emesse con le urine possono rimanere nell’ambiente per un mese. Altri conigli possono assumerle dall’ambiente per alcune settimane dopo che il coniglio infetto ha smesso di emetterle. Poiché dunque molte altre specie animali possono essere portatrici del parassita e eliminarlo con le urine, un coniglio che vive all’aperto libero in un terreno ha più probabilità di infettarsi.

Sintesi dei fatti importanti su E. cuniculi

    • E. cuniculi viene emesso solo con le urine.

    • Il periodo infettante dura solo da pochi giorni a poche settimane.

    • L’animale infetto non è più contagioso dopo che E. cuniculi lascia i reni.

    • E. cuniculi viene trasportato dal sangue in altre parti del corpo, particolarmente nel tessuto neurale.

    • Le spore emesse con le urine infette possono restare nell’ambiente per un mese.

    • Il parassita può infettare ed essere emesso da molti altri animali oltre al coniglio ma raramente causa loro malattie cliniche.

    • Un elevato numero di conigli in tutti gli Stati Uniti si sono infettati in un certo momento della vita, ma pochi manifestano la malattia clinica.

    • Gli animali debilitati hanno maggiori probabilità di manifestare la malattia clinica.

    • I danni neurologici possono rendersi evidenti molto tempo dopo che il parassita ha lasciato i reni.

    • Gli esami necroscopici raramente mostrano la presenza di parassiti attivi nei reni ma possono mostrare lesioni cicatriziali dove il parassita era presente.

    • Il test positivo significa solamente che l’animale è stato esposto al parassita e che sta montando una risposta immunitaria. Non significa che animali altrimenti sani mostreranno sintomi della malattia.

    • I test sierologici riconoscono la risposta immunitaria ma non distinguono infezioni precoci da infezioni di lunga durata o croniche.

Le nostre conclusioni

Anche con un titolo elevato verso E. cuniculi, un coniglio probabilmente non svilupperà lesioni neurologiche. Il nostro studio mostra circa il 12% di probabilità che un coniglio con titoli elevati sviluppi disordini neurologici. Se combinate con altri problemi che mettono a dura prova il sistema immunitario, tuttavia, le sue capacità distruttive vengono significativamente aumentate. Il test per E. cuniculi può essere di aiuto nella diagnosi dei conigli con disordini neurologici. Se l’encefalitozoonosi viene esclusa, ci si può concentrare su altre possibilità. Quando è presente, si possono prendere in considerazione i suoi effetti sinergici. È possibile prendere precauzioni per proteggere i conigli da un’esposizione eccessiva ad altre malattie e agli stress. Gli animali sembrano avere difficoltà molto minori ad adeguarsi alla perdita di mobilità rispetto agli esseri umani. I conigli che manifestano la malattia clinica di encephalitozoonosi possono stabilizzarsi e vivere confortevolmente per un lungo periodo. Come per ogni malattia cronica, il nostro scopo è di preservare la qualità di vita.

Riassumendo…

Anche con titoli elevati verso E. cuniculi, un coniglio probabilmente non diventerà disabile. Il nostro studio mostra che i conigli con titoli elevati hanno circa il 12% di probabilità di sviluppare disordini neurologici. Siamo a conoscenza solo di pochi casi di morte attribuibili direttamente all’infezione da E. cuniculi. Anche se può essere un fattore contribuente, raramente è la causa primaria di morte.

I conigli che manifestano la forma clinica di encephalitozoonosi possono essere stabilizzati e vivere in modo confortevole per lunghi periodi. I test di routine possono essere utili nella diagnosi. Se E. cuniculi viene escluso, ci si può concentrare su altre possibilità. Se è presente, si possono considerare i suoi effetti sinergici. L’encephalitozoonosi di per sé solitamente non minaccia la salute di un animale. Se associata ad altri problemi che attaccano il sistema immunitario, le sue capacità di distruzione vengono significativamente aumentate. D’altro canto, un titolo positivo da solo non significa che il coniglio è malato in modo terminale.

Traduzione di Marta Avanzi, Med Vet
Tratto da
http://www.rabbit.org/journal/3-2/e-cuniculi.html con il permesso della House Rabbit Society

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