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RELAZIONE DELLA SEN. SILVANA AMATI INTRODUTTIVA AL CONVEGNO NAZIONALE

Senato della Repubblica

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Penso che si possa condividere insieme l'idea di Albert Einstein secondo il quale "la
grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in
cui tratta gli animali".
E' vero che nella scrittura di molti statuti regionali é stato difficile, e a volte
impossibile, riconoscere agli animali d'affezione uno spazio, ma é anche vero che se
siamo qui oggi é perché tutti insieme riteniamo che ci si possa impegnare
concretamente per contribuire a costruire una legislazione nazionale che ampli e
consolidi questa cultura dei diritti degli esseri senzienti.
Quando ho pensato di avanzare la proposta di legge su "misure per l'istituzione del
servizio sanitario convenzionato e norme a favore della cura di cani e gatti", proposta
condivisa con la senatrice Laura Bianconi, avevo intenzione di rispondere
principalmente a due esigenze: migliorare la qualitá della vita degli animali
d'affezione e quella dei loro proprietari, in particolare quella delle donne e degli
uomini meno abbienti, in un momento di crisi economica cosí grave.
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Infatti rendere gratuiti gli interventi veterinari per gli esenti dalla partecipazione alle
spese del Servizio Sanitario Nazionale per motivi di reddito, cosí come rendere per
gli stessi gratuiti i farmaci, puó far essere piú agevole la custodia degli animali
d'affezione, consentendo a tutti, di poter sostenere una convivenza privilegiata, spesso
l'unica, l'ultima, in una societá  dove la solitudine rappresenta un problema non
inferiore alla mancanza di mezzi, alla quale spesso purtroppo si accompagna.
Va superato il concetto che detenere animali d´affezione sia un lusso e certo, anche
dopo le riflessioni di oggi, potremmo impegnarci davvero almeno per ridurre l´IVA
su farmaci e sulle prestazioni veterinarie, oggi al 20%, cosí come per ridurla sui
prodotti alimentari dedicati agli animali.
Questo nostro incontro, nasce dunque dalla volontá  di ritrovarsi insieme, per
ragionare sulle norme fin qui esistenti e sui percorsi legislativi fin qui avviati, per
valutare l'opportunitá  di definire magari norme quadro che consentano in tempi brevi
e sicuri di migliorare la nostra legislazione.
Va ricordato che molto si deve comunque alla legge quadro n. 281 del 1991 in
materia di animali d´affezione e prevenzione del randagismo.
Sono peró passati da allora 18 anni e se tante sono state le positivitá  introdotte, é
anche vero che numerosi sono i limiti emersi dalla applicazione pratica nel tempo.
Basti pensare che diverse Regioni, interlocutrici primarie, hanno impiegato quasi
tutto questo tempo per disciplinare con legge propria quanto era previsto dall´art. 3 a
partire dalla anagrafe canina, ai criteri per il risanamento dei canili comunali e per la
costruzione dei rifugi .
Cosí come la competenza dei comuni relativamente al risanamento dei canili e alla
costruzione dei rifugi, si scontra con le difficoltá crescenti dei bilanci.
Soprattutto per i piccoli Comuni si sono evidenziate quotidianamente ulteriori gravi
criticitá . Sappiamo bene le difficoltá  di bilancio degli Enti Locali aggravate dai tagli
dell'ultimo periodo, e dal crescere della domanda di servizi.
QUI NON SI TRATTA DI IDENTIFICARE INADEMPIENZE, SI TRATTA DI
INDICARE SOLUZIONI.
Il principale obiettivo della legge 281, era combattere il randagismo, evitando la
soppressione degli animali sani per poi favorire le adozioni, e anche questo
purtroppo, ha funzionato parzialmente.
Sempre nella nostra proposta sulla medicina veterinaria convenzionata, l'idea di una
prima prestazione gratuita, andava proprio nella direzione di incentivare le adozioni.
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Molti infatti, indicano il problema delle difficoltá  economiche e pratiche del primo
soccorso di animali feriti.
E' chiaro quindi che la gratuitá , potrebbe almeno risolvere l'aspetto economico,
favorendo cosí il farsi carico successivamente, dell'animale abbandonato.
Lo spirito della legge 281 era legato alla costruzione di canili, indicati quali luoghi di
passaggio veloce dalla condizione di randagio a quella di adottato.
Non di carceri a vita.
Ma troppi sono ancora i cani in carcere a vita, spesso in condizioni non idonee. Il
rischio é, che in talune situazioni deviate, ed in alcune parti del Paese, questa risulti al
fine una condizione di comodo per gestori senza scrupoli. Non mancano certo le
ispezioni dei NAS, basti ricordare quella del luglio scorso, secondo la quale in 710
canili esaminati, pubblici e privati, sono state denunciate 270 violazioni, 51 penali e
219 amministrative.
Restano peró purtroppo, numerose le segnalazioni di canili lager, denunciate
quotidianamente da diversi siti internet.
Restano numerosi i casi di ritrovamento di cani evidentemente utilizzati in
combattimenti illegali, oltreché l'emergere del commercio clandestino di cuccioli dai
nuovi Paesi comunitari.
Va al merito della Sottosegretaria Martini, la definizione, tra le altre, di una direttiva
che opera in questo campo.
E' vero che il nostro Paese si é giá  dotato della legge 189 del 2004 "disposizioni sul
divieto di maltrattamento e di combattimenti clandestini".
E' certamente servito inserire nel codice penale il titolo IX - Bis dei delitti contro il
sentimento per gli animali, inasprendo le sanzioni sia pecuniarie che penali, ma
troppe sono ancora le zone d'ombra e i delitti che restano impuniti.
Voglio anche ricordare che sia nella legge 281 del '92, sia nella legge 189 del 2004,
sono previsti, in appositi articoli, momenti di integrazione dei programmi didattici
delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado ai fini di una effettiva educazione
degli alunni in materia di etologia comportamentale degli animali e del loro rispetto.
Anche queste norme essenziali hanno avuto scarsa applicazione, se é vero come é
vero che molti operatori confermano che nei tragici casi di aggressione dell'animale
sull'uomo o sul bambino, spesso di proprietá , molto va ricercato nella difficoltá  di
rapportarsi tra esseri senzienti.
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Manca una vera preparazione culturale alla vita insieme tra uomini e animali
d'affezione, una preparazione essenziale non solo ad evitare drammi, ma anche a
rendere positiva e stabile ogni adozione, elemento principale per togliere gli animali
dall'abbandono.
Tra i tanti amici che ci scrivono tramite la rete, molti denunciano la gravitá  della
quasi totale non conoscenza della popolazione italiana, di qualsivoglia informazione
che riguardi la natura, le necessitá , le regole di vita e convivenza con gli animali
d'affezione.
Questo produce tra l'altro, il moltiplicarsi di abbandoni, quando ci si trova inadeguati
di fronte alle responsabilitá  e all'impegno nella gestione quotidiana che l'adozione di
un animale prevedono.
Voglio anche dire che il termine di animale d'affezione comprende al giorno d'oggi
sempre nuove tipologie.
Abbiamo qui con noi la testimonianza, attraverso la voce di
Laura Brunello, di chi ci
chiede di occuparci anche dei conigli, non certo animali esotici, considerati a pieno
titolo animali d'affezione in vaste parti del nord d'Europa.

Cosí come ho ricevuto dal Tarta club Italia, la richiesta di non escludere dalla futura
legislazione sulla tutela degli animali d'affezione le tartarughe che nelle case degli
italiani dovrebbero essere circa 10 milioni d'esemplari tra terrestri e acquatiche.
E' indubbio che la giornata odierna preveda un allargamento dei campi d'intervento,
anche se il nostro primo obiettivo resta la definizione di proposte concrete, anche dal
punto di vista del reperimento delle risorse finanziarie, che consentano di identificare
come dicevo all'inizio, una nuova norma quadro con la quale aggiornare la legge
281.
Voglio indicare qui solo alcuni spunti di riflessione:
Probabilmente serve la realizzazione di una migliore gestione dell'anagrafe
canina, in collaborazione con le Regioni italiane, che possa far dialogare non
solo tra le Regioni, ma anche tra gli Stati della Comunitá  europea.
Con quest'anagrafe dovrebbero poter interloquire sempre di piú anche i
veterinari del settore privato, non solo al momento dell'iscrizione di un nuovo
animale, ma anche per identificazioni successive.
Vanno meglio definiti i rapporti con il Ministero della pubblica Istruzione che
sappiamo avere giá  sottoscritto, nella qualitá  del Dipartimento per l'istruzione,
Direzione Generale per lo studente, l'integrazione, la partecipazione e la
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comunicazione, un protocollo d'intesa con la LAV proprio per prevedere la
promozione all'educazione al rispetto degli animali nelle scuole del nostro
Paese.
Vanno previste linee di indicazione generale per le legislazioni regionali che,
nella loro autonomia, potrebbero valutare l'introduzione di consultori
comportamentali nei canili, di figure tecniche per le funzioni di accalappiacani
e del personale dedicato alla pet therapy, terapia sempre piú importante, alla
quale ormai sono diverse le tipologie animali dedicate.
Va prevista, sempre considerando il rispetto dell'autonomia delle legislazioni
regionali, l'attivazione di un 118 veterinario, sotto il controllo della Sanitá 
regionale.
Vanno poi prese in considerazione norme che possano consentire una migliore
vita degli animali d'affezione e dei loro padroni anche nei periodi di benessere,
come ad esempio nei periodi di vacanza.
Intendo riferirmi a misure di sostegno per le strutture turistiche, alberghiere e
non solo, in grado di accogliere anche gli animali da compagnia.
Cosí come va definita la previsione di voucher turistici che indichino al
momento dell'acquisto del biglietto aereo o ferroviario, l'animale chippato che
accompagna il visitatore.
Questa misura faciliterebbe il ritrovamento in caso di smarrimento.
Per questi ultimi suggerimenti, contiamo in particolare sulla intelligente
collaborazione della Sottosegretaria Michela Brambilla.
Nella nostra proposta di legge sulla medicina veterinaria convenzionata,
introduciamo l'avvio di una prima anagrafe felina.
E' noto infatti che esiste una norma relativa al passaporto europeo che obbliga dal 1
ottobre 2004 cani, gatti, furetti, al seguito del viaggiatore, ad un microchip per poter
viaggiare in tutti gli stati d'Europa.
Adeguandoci a questa norma, potremo iniziare a censire la presenza dei gatti nel
nostro Paese, sia ospitati in famiglia, che liberi nelle colonie.
Resta un grande punto non eludibile, quello della ratifica convinta da parte dell'Italia
della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia.
Questa Convenzione édatata 13 novembre 1987, ed é entrata in vigore dopo la
ratifica dei primi quattro Stati, il 4 maggio del 1992, cioé 17 anni fa.
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Sono 19 i Paesi che non solo hanno firmato, ma anche ratificato l'atto, e nei quali
successivamente la Convenzione é entrata in vigore.
Tra essi l'Austria, il Belgio, la Finlandia, la Francia, la Germania, la Norvegia, il
Portogallo, la Svezia, la Svizzera e la Turchia.
L'Italia ha firmato il 13 novembre del 1987 la Convenzione, ma poi é mancata sia la
ratifica che, di conseguenza, l'entrata in vigore.
Sarebbe dunque un segnale di assoluta prioritá  far uscire da questa giornata di lavori
la volontá unitaria di ottemperare in tempi bre vissimi a questo simbolico ed
essenziale impegno internazionale.
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Colette: "a frequentare un gatto si rischia di diventare migliori"

 

ANIMALI ESOTICI, ANCHE PER LORO L´IVA RIDOTTA 25-02-2009 14:00

"Sono molto favorevole non solo alla riduzione dell'IVA sugli alimenti, ma anche sulle prestazioni veterinarie per gli animali esotici da compagnia, legalmente commercializzati e detenuti". Il Vice Presidente dell'ANMVI, Lorenzo Crosta, con delega al settore degli animali esotici, considera "gli animali non convenzionali da compagnia alla stessa stregua di cani e gatti, nella percezione del proprietario, non c'è differenza affettiva nei confronti di un pappagallo o di un criceto. Il legame che si instaura è meritevole delle stesse agevolazioni fiscali che si chiedono per gli animali da compagnia tradizionali. Ma non basta allentare la stretta del fisco, secondo Crosta- "il settore richiede norme sanitarie stringenti e una regolamentazione che consenta di dare maggiori garanzie sullo stato sanitario degli esemplari legalmente acquistati e adottati". Secondo le stime presentate ieri in Senato dalla portavoce dell'Associazione animali esotici, Laura Brunello, al convegno sugli animali da affezione, negli ultimi anni c'è stato un vero boom di richieste negli ultimi anni. Un esercito di 10 milioni di tartarughe di terra o d'acqua, 500 mila roditori, 50 mila iguane, 20 mila pappagallini, 10 mila serpenti e altri 500 mila esemplari di specie "definibili come non convenzionali o importate", popola ormai le case degli italiani. E' dunque cresciuto a dismisura il numero di compagni di vita 'alternativi' a fido e micio: "i conigli - ha detto Brunello - sono oggi la terza specie più diffusa in Italia dopo il cane e il gatto. E solo le tartarughe d'acqua sono ormai circa un milione". In tutto, circa 12 milioni di animali esotici popolano le case degli italiani, raggiungendo tutti insieme quasi il numero dei quattrozampe 'classici', circa 15 milioni in tutto il Paese. "Questo però ha fatto sorgere non pochi problemi - ha sottolineato l'esperta - perché le famiglie spesso non sanno come prendersi cura di questi esemplari o trovano ostacoli nella normale vita quotidiana, data la totale assenza di normative ad hoc. Il problema principale riguarda la vendita: spesso gli animali vengono ceduti troppo precocemente, magari a un mese di vita. E questo comporta la malattia e la morte. Per non parlare del maltrattamento e dell'abbandono. Insomma, attorno agli animali esotici esiste un alone di illegalità incontrollata che come associazione non riusciamo ad affrontare". Per venire incontro alle famiglie che scelgono un amico fuori dal comune, la Senatrice Silvana Amati (Pd) propone "di includere queste specie nell'ipotesi di riduzione dell'Iva sui prodotti veterinari e sul mangime che chiediamo da tempo, per venire incontro alle persone che non possono permettersi spese eccessive. Questi animali fanno parte di una nuova cultura che si sta diffondendo e sarebbe necessaria anche una maggiore educazione alla gestione". (Adnkronos salute)

TUTELA ANIMALE, ENTRO L'ANNO LEGGE QUADRO 25-02-2009 12:30

Migliorare la qualità della vita degli animali domestici e dei loro proprietari, in particolare quelli meno abbienti, in un momento di crisi economica così grave. Il tutto creando un Servizio sanitario nazionale pubblico dedicato a canie gatti e utilizzando strumenti come il 118 per i 'pet' feriti e bisognosi di cure immediate. Queste le novità alla base di una proposta di legge bipartisan presentata in Senato da Laura Bianconi (Pdl) e Silvana Amati (Pd), di cui si è parlato ieri a Roma in occasione del convegno 'Nuove norme per la tutela degli animali d'affezione: verso una legge di riordino'.Al convegno ha partecipato per l'Anmvi Daniela Boltrini (Anmvi Lazio), che ha ribadito la posizione dell'Associazione. "Abbiamo avviato un dibattito anche con il Governo - ha spiegato la Amati - per procedere all'istituzione di una mutua per cani e gatti, ma anche alla revisione delle normative già vigenti, come la 281 del 1991 sul randagismo e la 189 del 2004 sul maltrattamento. L'obiettivo è quello di dar vita, speriamo entro il 2009, a una legge quadro che possa tutelare sotto tutti gli aspetti i diritti degli animali e delle persone che li amano". Fra gli obiettivi da raggiungere, quello di "istituire un 118 veterinario regionale per gli animali feriti, che vanno gestiti da personale esperto per evitare di peggiorare la situazione. Sarà un percorso complicato, ma già la Sardegna ha fatto un passo avanti in questo senso e speriamo di poterne seguire l'esempio". Lotta ai canili lager, rafforzamento dell'anagrafe canina, norme ad hoc per la pet-therapy e la ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, datata 1987, gli altri temi urgenti da affrontare secondo la Senatrice Amati. "E' stato già aperto un tavolo di lavoro con il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini - ha aggiunto Laura Bianconi - e sono stati ascoltati tutti gli operatori del settore, comprese le associazioni di volontariato. Noi siamo comunque pronti con il testo della proposta di legge". Nuove norme e revisione di quelle già vigenti, dunque, che hanno il limite "di non essere estese anche agli animali da allevamento e da vivisezione - ha ribadito il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Turismo, Maria Vittoria Brambilla - che hanno gli stessi identici diritti di quelli domestici". Maurizio Gasparri, Senatore del Pdl, auspica che "ci sarà presto lo spazio per discutere in Parlamento di una legge quadro sugli animali da affezione. E dato che c'è accordo fra maggioranza e opposizione, per accorciare i tempi si potrebbe ricorrere all'esame della normativa da parte della commissione Sanità del Senato, in sede deliberante". (Adnkronos Salute)

Fonte: Anmvioggi - L'informazione Veterinaria Online - Quotidiano dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani